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Aprire un esercizio di vicinato

 

Definizione

Si considera "esercizio di vicinato" per la vendita al dettaglio il negozio la cui superficie di vendita raggiunge al massimo i 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, ovvero al massimo 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti. La superficie di vendita è quell'area destinata alla vendita delle merci, comprese le vetrine ed esclusi il magazzino, il retrobottega ed i bagni.

 

Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.59″;
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”;
  • Decreto Legislativo 6 agosto 2012, n.147 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno;
  • Legge Regionale 2 febbraio 2007 n.1 “Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia” (art.5);
  • Legge Regionale 2 febbraio 2010 n.6 “Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere”;
  • Decreto Direttore Generale Regione Lombardia 18 marzo 2011, n. 2481 “Adeguamento degli schemi di dichiarazione e dei relativi allegati in attuazione della l.r. 2 febbraio 2007 n. 1, art. 5 alla disciplina SCIA di cui al d.l. 31 maggio 2010 e approvazione schema incarico per la loro sottoscrizione digitale e presentazione telematica”, rettificato dal d.d.g. 21 marzo 2011, n. 2520”.

 

 

Prerequisiti

Condizioni necessarie per poter aprire un negozio di vicinato sono le seguenti:

1) il locale di vendita deve rispettare la normativa vigente, compresa quella in materia di prevenzione incendi, urbanistica (ad es. deve avere la destinazione d'uso commerciale) e igienico-sanitaria (ad es., se si vendono prodotti alimentari i locali dovranno avere l'idoneità igienico-sanitaria ed andrà inoltrata all’ASL, per il tramite dello Sportello Unico, idonea SCIA);

2) il titolare di un’impresa individuale (o il legale rappresentante o preposto di una società) deve essere in possesso di specifici requisiti morali e professionali;

3) i Comuni possono sempre prevedere nei loro atti programmatori/regolamenti, ulteriori specifici requisiti per l’apertura dell’esercizio (ad es.: previsione di una determinata superficie minima di parcheggio).

 

 

Requisiti morali

Ai sensi dell’art. 71 del Decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59“Attuazione delle direttiva 2006/123/Ce relativa ai servizi nel mercato interno” non possono esercitare l’attività di vendita:

a)    coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b)    coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c)    coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d)    coloro che hanno riportato con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, titolo VI,capo II del codice penale;

e)    coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

f)      coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 159.

Il divieto di esercizio di attività di cui alle lettere b), c), d), e) ed f), permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno di passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

Il divieto di esercizio dell’attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato, sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

In caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti morali sopra citati devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all’attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall’art. 85 del Decreto Legislativo 159/2011. In caso di impresa individuale i requisiti devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.

 

Inoltre non devono sussistere, nei confronti dei soggetti interessati, cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'art. 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n.159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n.136”.

Nel caso di società la dichiarazione per l'accertamento antimafia va resa, a seconda del tipo di società da:

·       società in nome collettivo: tutti i soci (se i soci sono società personali o società di capitali anche nei confronti delle persone fisiche che ne sono socie);

·       società in accomandita semplice: tutti i soci accomandatari (se i soci accomandatari sono società personali o società di capitali anche nei confronti delle persone fisiche che ne sono socie);

·       società di capitali di ogni tipo, anche consortili, le società cooperative, consorzi cooperativi e consorzi con attività esterna (articolo 2612 codice civile):

-       il legale rappresentante e gli eventuali altri componenti dell’organo di amministrazione;

-       il socio di maggioranza in caso di società di capitali con un numero di soci pari o inferiore a quattro, ovvero il socio in caso di società con socio unico;

-       tutti i soggetti membri del collegio sindacale, o nei casi contemplati dall’articolo 2477 codice civile, il sindaco effettivo, nonchè i componenti dell’organo di vigilanza previsto dalla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato (articolo 6, comma 1, lettera b) del D.Lgs. n. 231/2001);

-       a) ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10%; b) ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione inferiore al 10% e che abbia stipulato un patto parasociale riferibile ad una partecipazione pari o superiore al 10%; c) i soci o i consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;

·       associazioni, anche prive di personalità giuridica: i soggetti che hanno la legale rappresentanza, tutti i soggetti membri del collegio sindacale, o nei casi contemplati dall’articolo 2477 codice civile, il sindaco effettivo, nonchè i componenti dell’organo di vigilanza previsto dalla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato (articolo 6, comma 1, lettera d) del D.Lgs. n. 231/2001);

·       società estere con sede secondaria in Italia (art. 2508 codice civile): i soggetti che rappresentano stabilmente la sede secondaria nel territorio dello Stato;

·       società costituite all’estero, prive di sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia: i soggetti che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell’impresa;

·       G.E.I.E. (Gruppi Europei di Interesse Economico): i soggetti che hanno la rappresentanza e gli imprenditori o le società consorziate.

 

 

Requisiti professionali

Ai sensi dell’art. 71 comma 6, del Decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59 “Attuazione delle direttiva 2006/123/Ce relativa ai servizi nel mercato interno”, l’esercizio, in qualsiasi forma e limitatamente all’alimentazione umana, di un’attività di commercio al dettaglio relativa al settore merceologico alimentare (o di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande) è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:

a)    avere frequentato con esito positivo il corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;

b)     avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti e, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dall’iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale;

c)    essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola a di indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio,alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti;

d)    essere stato iscritto al R.E.C. di cui alla Legge 426/1971 per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettera a), b) e c) dell’art. 12, c.2 del D.M. 375/1988 presso la Camera di Commercio.

Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall’eventuale persona preposta all’attività commerciale.

 

 

Cosa occorre

  • Accedere al portale impresainungiono come utente registrato, seguendo la procedura di autenticazione richiesta dal sistema
  • Selezionare il settore di attività: Commercio e servizi > esercizio di vicinato
  • Selezionare la scelta desiderata e poi cliccare il tasto "conferma"

Istruzioni per la compilazione

L'inoltro di una pratica deve avvenire esclusivamente tramite il portale impresainungiorno

 

Note

La SCIA ha validità illimitata. Costituisce titolo valido per intraprendere l’attività, con decorrenza immediata, la regolare presentazione della SCIA, completa di tutti gli allegati e correttamente compilata. Una SCIA incompleta o errata è improcedibile e quindi non produce alcun effetto giuridico. Si rammenta inoltre che eventuali omissioni o dichiarazioni mendaci da parte del dichiarante comportano l’eventuale denuncia all’autorità giudiziaria, con possibili conseguenze penali a carico dello stesso.

È commerciante quel soggetto (persona fisica o società) che esercita un'attività economica consistente nell'acquisto di merci allo scopo di rivenderle. Pertanto il commerciante è una figura di operatore economico nettamente distinta dall'industriale e dall'artigiano, i quali acquistano merci non per rivenderle ma per trasformarle in nuovi prodotti. Naturalmente se l'industriale e l'artigiano vendono anche articoli da essi non prodotti, sono soggetti alla disciplina del commercio.

Ai sensi della Deliberazione della Giunta Regionale 04/07/2007, n. 8/5054, la superficie di vendita di un esercizio commerciale è l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili, con esclusione della superficie destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, aree a disposizione dei consumatori (quali gallerie, scale mobili, ascensori, nastri trasportatori, aree di sosta degli automezzi, anche se coperte ed i relativi corselli di manovra). L’area di vendita del singolo esercizio commerciale è circoscritta, separata e distinta da quella degli eventuali altri esercizi commerciali, anche se contigui.